La Città di Moncalieri e Iren insieme per l’accoglienza dei profughi ucraini. Cinque alloggi di proprietà della multiutility dell’energia sono stati ceduti in comodato d’uso al Comune, che li destinerà all’accoglienza di alcune famiglie ucraine. Questa mattina sono state consegnate le chiavi al primo nucleo familiare, composto da 6 persone.

Gli appartamenti, arredati e immediatamente abitabili, sono situati a Moncalieri, in Strada Freylia Mezzi, e garantiscono una accoglienza autonoma e dignitosa. Nelle scorse settimane è stato siglato il contratto di comodato, della durata di 12 mesi rinnovabili. Il Comune di Moncalieri ha sottoscritto anche una convenzione con la Comunità di Sant’Egidio che individuerà altri nuclei e insieme agli operatori del progetto si occuperà dell’accompagnamento verso l’autonomia e ha messo a disposizione di queste accoglienze parte del ricavato dalla raccolta Moncalieri per l’Ucraina, che aveva acceso la generosità di tanti cittadini.

Si tratta di un’iniziativa che conferma l’attenzione di Iren verso il nostro territorio – commenta il Sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna, che aggiunge – Ringrazio l’azienda per aver scelto, come peraltro già accaduto in passato, di dimostrare con i fatti la vicinanza alla nostra Comunità, accompagnando l’amministrazione pubblica nella gestione dell’emergenza ucraina. Il coinvolgimento del terzo settore, con la Comunità di Sant’Egidio, ci dà inoltre la possibilità di estendere e rafforzare la rete di protezione da offrire alle famiglie che hanno trovato ospitalità a Moncalieri: l’obiettivo non è solo quello dell’accoglienza, ma anche dell’integrazione e della crescita del percorso verso l’autonomia”.

Soddisfatta della collaborazione da parte degli enti coinvolti nel Progetto “Moncalieri per l’Ucraina” anche l’Assessore alle Politiche per la Persona Silvia Di Crescenzo, che aggiunge: “Dall’inizio del conflitto russo ucraino abbiamo riscontrato, come sempre, tanta generosità e la voglia di contribuire alla causa da parte della nostra comunità. E proprio grazie alla nostra rete di collaborazione che si è creata con soggetti diversi alcune persone fuggite dagli orrori della guerra ritroveranno la pace e l’accoglienza in un posto che non hanno scelto, ma che si è impegnato per ospitarli con il cuore.”

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