BEINASCO-BORGARETTO - Sul futuro delle Case della salute dell'Asl To3 è intervenuta in queste ore anche la Cgil di Torino. «Il direttore Generale dell'Asl To3 3, con propria lettera, comunicava ai quattro sindaci di Beinasco-Borgaretto, Cumiana, Pianezza e Vigone la prosecuzione della "sperimentazione" delle rispettive quattro Case della salute sino al 1° gennaio 2026, garantendo che l'attività ad oggi svolta da personale amministrativo e sanitario a carico delle stesse case della salute sarebbe stata eseguita da personale Asl. Lo stesso assessore Riboldi aveva precisato che non vi sarebbe stata nessuna chiusura delle Case della Salute di Pianezza, Beinasco, Cumiana e Vigone e nessun taglio dei servizi in esse erogati - si legge in un comunicato stampa diffuso dal sindacato - Successivamente, il direttore La Valle, come riportato dagli organi di stampa, comunicava che era stata condivisa con la Direzione sanità dell'assessorato, una proroga tecnica dell'attuale assetto fino al 28 febbraio 2026, precisando che era necessario un coordinamento tra Azienda Sanitaria, Amministrazioni comunali e Regione per individuare tempi e modi, definiti dalla programmazione regionale e dalle norme vigenti, per la possibile evoluzione delle attuali Case della Salute in Case della Comunità Spoke. Ad oggi, dalle informazioni in nostro possesso, non risulterebbe essere stato assunto alcun atto formale da parte dell'assessorato regionale e Asl».
Cgil Torino, con le proprie Zone di Collegno - Pinerolo e le rispettive categorie Spi e Fp, ritengono questo silenzio da parte dell'assessorato guidato da Riboldi preoccupante e in palese contrasto con le garanzie da lui stesso rilasciate: «Ricordiamo che queste strutture rappresentano da sempre, soprattutto in un contesto territoriale ampio e frammentato come quello dell'Asl To3, un fiore all'occhiello delle cure di prossimità e una reale sperimentazione virtuosa, che ha contribuito alla costruzione dell'attuale modello delle case di comunità. Non possiamo rischiare di smantellare gli attuali servizi erogati, penalizzando ulteriormente le cittadine e i cittadini già pesantemente toccati dalle carenze dell'attuale sistema sanitario».
«A questo va aggiunta la crescente preoccupazione per la tutela delle lavoratrici e lavoratori che, con passione e abnegazione, hanno contribuito a garantire servizi di qualità alle cittadine e cittadini - concludono da Cgil Torino - Lavoratrici e lavoratori che ad oggi, grazie al silenzio della struttura regionale, non hanno alcuna certezza del proprio futuro lavorativo. Chiediamo urgentemente garanzie e continuità agli impegni assunti, a tutela della cittadinanza e dei lavoratori».

