NICHELINO-LA LOGGIA - Parte con entusiasmo il tour itinerante di una nuova edizione della mostra fotografica «Torino 1946 - 2016. Settant'anni dal primo voto delle donne» che la Città metropolitana di Torino, dopo il successo di dieci anni fa, è tornata a mettere a disposizione del territorio con il titolo «Torino 1946 - 2026. Ottant'anni dal primo voto delle donne». Il viaggio della mostra prenderà il via a metà febbraio da Castelnuovo Nigra, dove l’allestimento sarà esposto dal 16 al 22 febbraio nella sede del Comune (via Scuole, 13).
Il testimone passerà poi a Brusasco (23 febbraio – 1 marzo) e Druento (2 – 8 marzo), per proseguire con le tappe di Brandizzo (9 – 15 marzo) e Chieri (16 – 22 marzo). Il tour toccherà successivamente Riva presso Chieri dal 23 al 29 marzo, per poi spostarsi in alta quota a Bardonecchia in occasione delle festività pasquali dal 30 marzo al 6 aprile. Il mese di aprile vedrà la mostra protagonista a San Gillio (7 – 12 aprile), Bollengo (13 – 19 aprile) e Ciriè (20 – 26 aprile). Tra la fine di aprile e tutto il mese di maggio, il percorso espositivo farà sosta a Nichelino (27 aprile – 3 maggio), La Loggia (4 – 10 maggio), Cercenasco (11 – 17 maggio) e Santena (18 – 24 maggio). Il ciclo di queste prime tappe si concluderà con un'importante permanenza di un mese, dal 29 maggio al 29 giugno, sul territorio di Novara e del Verbano Cusio Ossola a cura dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel novarese e Vco.
L'iniziativa, promossa in occasione dell’80° anniversario del primo voto delle donne in Italia, ha registrato un’adesione straordinaria: moltissimi Comuni del territorio hanno risposto con celerità e calore all'invito del vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, richiedendo di ospitare questo prezioso patrimonio documentale. L'esposizione celebra il traguardo storico del 1946, quando le cittadine italiane parteciparono per la prima volta alla vita democratica del Paese. Attraverso 12 pannelli fotografici, la mostra racconta non solo un atto politico, ma una vera rivoluzione sociale. Le immagini provengono dall'archivio "La Bottega del Ciabattino" di Franco Senestro, un tesoro di negativi salvato dalla chiusura della Gazzetta del Popolo. La qualità e l’autenticità di questi scatti sono tali da aver ispirato la ricostruzione storica del film di successo di Paola Cortellesi, "C’è ancora domani".

