Galleria fotografica

SANTENA - Una buca in strada, un lampione spento, un problema di viabilità e servizi pubblici: da oggi a Santena segnalarli sarà ancora più semplice e immediato. L’Amministrazione comunale attiva Comuni-Chiamo, la piattaforma digitale che favorisce la collaborazione tra cittadini ed ente, rendendo così più efficiente la gestione delle criticità del territorio, con il contributo dell’intera comunità.

Il servizio, attivo da oltre dieci anni, oggi arrivato alla sua quarta versione, permette di inviare segnalazioni in modo facile e veloce, migliorando la comunicazione tra cittadinanza e Amministrazione e facilitando la risoluzione dei problemi. «Con Comuni-Chiamo - dichiara Paolo Romano, vicesindaco di Santena con deleghe alla pianificazione territoriale, edilizia e rigenerazione della città, lavori pubblici - mettiamo a disposizione dei cittadini uno strumento moderno e trasparente che rafforza la collaborazione tra Amministrazione e comunità integrabile con qualsiasi altro software grazie allo standard OpenAPI di Agid. Segnalare un problema significa contribuire in modo concreto al miglioramento della città».

La piattaforma è semplice da utilizzare e in costante aggiornamento: permette di segnalare in tempo reale diverse tipologie di problematiche relative ai beni e servizi pubblici, dalla manutenzione stradale all’illuminazione pubblica, dalla mancata raccolta dei rifiuti alle criticità legate ai trasporti. È accessibile sia da computer, tramite pagina web, sia da smartphone attraverso l’app gratuita per Android e iOS. Non è necessaria la registrazione: dopo aver indicato il tipo di problema, la posizione, una descrizione ed eventuali allegati, è sufficiente inserire i propri contatti (nome, cognome, email, numero di telefono) e cliccare «invia». I cittadini potranno ricevere aggiornamenti sullo stato della segnalazione, aumentando così il loro coinvolgimento nella gestione del territorio che vivono ogni giorno. Una volta inserite nel portale, le segnalazioni vengono elaborate dalla piattaforma e smistate automaticamente all’ufficio competente, con risparmio di tempo e risorse e una maggiore tempestività negli interventi.

L’apertura al servizio della cittadinanza arriva dopo alcuni mesi di utilizzo interno del gestionale, durante i quali gli uffici comunali hanno potuto acquisire familiarità con lo strumento e integrarlo nei propri processi organizzativi. «Negli ultimi mesi, attraverso il numero Whatsapp fornito dalla Consulta Comunale per il senso civico e la sicurezza urbana, attivata lo scorso anno, sono pervenute numerose segnalazioni relative a materie di competenza dell’Ufficio Tecnico, come illuminazione pubblica, asfaltature, viabilità e servizi pubblici - spiega Cetty Siciliano, consigliera con deleghe alla Promozione di progetti e iniziative per la città - Con l’introduzione di Comuni-Chiamo, queste segnalazioni troveranno ora uno strumento dedicato, strutturato e dotato di geolocalizzazione integrata che ne consenta l’invio automatico all’ufficio competente. Il numero Whatsapp della Consulta resterà attivo per evidenziare criticità non di competenza tecnica e per raccogliere suggerimenti». «Abbiamo voluto integrare le segnalazioni in un unico sistema - aggiunge Cristian Barbini, assessore con deleghe patrimonio, manutenzione edifici pubblici, impianti sportivi, associazioni sportive, cura dello spazio pubblico, viabilità e trasporti, servizi cimiteriali - per rendere più ordinata ed efficace la gestione delle criticità. In questo modo possiamo intervenire con maggiore rapidità, mantenendo attivi anche gli altri canali per garantire incisività».

Restano attivi anche i canali tradizionali - email, telefono e sportello Urp - pensati soprattutto per chi ha minore familiarità con studenti digitali e per le emergenze. Anche queste segnalazioni verranno inserite nel sistema, così da garantire una gestione unitaria e senza dispersioni di informazioni. «Il funzionamento dello strumento sarà presentato ai membri della Consulta nella prossima riunione. Un ulteriore passo verso una gestione partecipata, digitale e condivisa del territorio», conclude Romano.