Costerebbe circa un milione di euro la bonifica dell'ex Firsat di Moncalieri, dopo il blitz dei carabinieri del Noe di inizio mese che aveva portato al sequestro una bouna fetta dell'area di strada Vignotto. I controlli dei militari avevano portato alla luce quello che tutti conoscevano già da anni: ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi (quantificabili in circa 1000 tonnellate) quali plastiche bruciate, pneumatici, rifiuti elettronici, scarti da demolizione, olii esausti e carcasse di autovetture che hanno saturato l'esterno e gli edifici ormai abbandonati, creando il potenziale rischio di un disastro ambientale. Negli ultimi anni sono anche esplosi tantissimi incendi con costante regolarità: il più grave il 4 luglio del 2020, quando le fiamme avvolsero parte dei capannoni, facendone crollare una porzione e liberando nell'atmosfera diossine e polveri nocive.

L'area sotto sequestro è di proprietà di tre soggetti diversi. La sponda del Sangone è del demanio dello Stato, un terreno appartiene a Firsat srl, in liquidazione e un altro a Sviluppo industriale srl. Mettere al tavolo tre soggetti non è semplice e i tempi potrebbero allungarsi. Qualora i privati non ottemperino alla bonifica, il Comune potrebbe sostituirsi ma naturalmente ha un costo. E dalle prime analisi la spesa non sarebbe lieve, specie in un periodo delicato come questo tra aumenti di bollette e materie prime. (Andrea Morelli)