MIRAFIORI - Le affermazioni del Ceo di Stellantis in merito alla futura riorganizzazione che prevederebbe la riduzione ai minimi termini dello smart working scatena le reazioni e riflessioni dei sindacati.
«Nel giro di pochi anni si è passati da un regime di obbligatorietà (periodo covid) alla successiva introduzione di questo strumento e della sua gestione nel Contratto CCSL, con un utilizzo massiccio tutto improntato al risparmio lato azienda (con smantellamento di moltissimi uffici e ripensamento del modello adottato sul lavoro impiegatizio) fino ad arrivare ai recenti annunci di quasi azzeramento - spiega Igor Albera della Segreteria FIM-CISL Torino e Canavese Settore Metalmeccanica e Automotive - Riteniamo che ogni decisione aziendale deve essere coerente con la realtà industriale, con il quadro degli investimenti e con l’organizzazione del lavoro. È fondamentale evitare scelte impulsive o non strutturate, privilegiando invece processi decisionali solidi, trasparenti e pienamente aderenti alle esigenze produttive. E’ da evitare, in un contesto complesso e delicato come quello attuale, l’assunzione di decisioni draconiane che non tengono conto delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. In gran parte dei casi, infatti, la vita familiare è stata adattata alle nuove modalità costruendo diverse gestioni degli spazi e dei tempi, una grande azienda moderna e attenta al benessere psicofisico dei propri dipendenti (come si dichiara in ogni occasione) non può non tenerne conto».
«Ad oggi, infatti, in assenza di un piano industriale e di una conseguente prospettiva sull’area torinese appare poco comprensibile l’improvvisa esigenza di far tornare tutti in ufficio, tra l’altro costringendo chi di dovere a ricercare frettolosamente soluzioni di ripiego, locali adatti, scrivanie e attrezzature, aggiustamenti posticci vari ed eventuali - conclude Igor Albera - Diteci che il 21 maggio annuncerete il ritorno della centralità di Torino nelle dinamiche del Gruppo, fateci vedere la pianificazione delle attività su Mirafiori, ridate al nostro territorio il ruolo che merita. A fronte di tutto ciò sarà certamente più facile motivare con senso la vostra richiesta».

