ORBASSANO - L’Unione Montana Valle Susa alza la voce contro il progetto definitivo presentato da RFI per la nuova tratta ferroviaria diretta allo scalo merci di Orbassano. Nell’ultimo incontro in Città Metropolitana, i sindaci del territorio hanno espresso forti perplessità, sottolineando diverse carenze tecniche e ambientali. Secondo gli amministratori locali, molte delle prescrizioni indicate dal Ministero dell’Ambiente non sarebbero state recepite in modo adeguato nel progetto aggiornato.
La richiesta alla Regione Piemonte è precisa: convocare una Conferenza di Servizi dedicata, così da garantire una Valutazione di Impatto Ambientale seria e approfondita. L’obiettivo è evitare che la VIA si trasformi in un passaggio puramente formale, privo di reali tutele per il territorio e per le comunità coinvolte.
Tra i nodi principali c’è il consumo di suolo, stimato in circa 1,2 milioni di metri quadrati. Un dato che preoccupa soprattutto per le ricadute sull’agricoltura locale e per l’aumento del traffico legato ai cantieri. Ma l’allarme più forte riguarda il rischio idrico. Il progetto prevede infatti lo scavo di otto chilometri di gallerie nella Collina Morenica, un intervento che potrebbe alterare l’equilibrio delle falde sotterranee e mettere a rischio sette campi pozzi che riforniscono l’acquedotto di Torino.
A fronte di un investimento complessivo di 3 miliardi di euro, coperto al momento solo per il 30%, i sindaci temono che l’opera finisca per assorbire risorse destinate ad altre priorità infrastrutturali, come la Metropolitana di Torino, con effetti immediati anche sulla pianificazione urbanistica locale.
Il progetto prevede la realizzazione di una nuova linea in variante, lunga complessivamente 24 chilometri, con un tracciato di attraversamento in galleria naturale di 8 km sotto la collina morenica che prosegue con una galleria artificiale di circa 4 chilometri, l’attraversamento dello scalo di Orbassano per poi congiungersi alla linea esistente di accesso al nodo di Torino. Il costo aggiornato dell’intera opera è di circa 3 miliardi di euro, di cui 827 milioni finanziati. La progettazione ha ricevuto il parere positivo del Consiglio superiore dei Lavori pubblici ed è in fase di approvazione la procedura di Valutazione di impatto ambientale; a conclusione dell’iter approvativo, RFI proseguirà con le necessarie attività per l’avvio delle procedure negoziali una volta garantita la completa copertura economica.

