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BEINASCO-BORGARETTO - Non si esaurisce lo scontro politico in Regione Piemonte sul futuro delle Case della salute dell'Asl To3. Dopo che il sindaco di Beinasco, Daniel Cannati, ha annunciato la trasformazione delle strutture della sua città e di Borgaretto in Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft), sono intervenuti sul tema altri consiglieri regionali.

La consigliera regionale del Pd, Monica Canalis, attacca: «A novembre l’Asl To3 minacciava la chiusura entro fine anno delle 4 Case della salute, che dal primo gennaio dovevano essere retrocesse a semplici Aft, come testimoniato dalla lettera di La Valle del mese di novembre. Oggi invece, in conferenza stampa, Cirio e Riboldi hanno fatto una bella retromarcia, affermando di volerle trasformare in case della comunità spoke. Bene la retromarcia, ma ora dobbiamo essere sicuri che la trasformazione non sia un mero annuncio. Ad oggi infatti non c’è alcun atto formale, giuridicamente e finanziariamente vincolante». L'esponente del centrosinistra sottolinea che: «Il DM 77/2022 prevede la creazione delle case della comunità spoke a fianco di quelle hub, per rendere più capillare la medicina territoriale e sgravare gli ospedali, ma in Piemonte non ne è ancora nata neppure una. Come mai? Queste strutture resteranno lettera morta? Cosa sta facendo concretamente la giunta Cirio? Sta sollecitando la conferenza stato-regioni? Ad oggi non è dato saperlo. Così come non c’è assoluta certezza giuridica che i lavoratori rimasti in carico ai Medici di medicina generale (4 a Vigone, 3 a Cumiana, 7 a Beinasco e 3 a Pianezza) potranno proseguire, non essendoci un legame contrattuale diretto con l’Asl».

«In particolare, preoccupa la situazione dei 9 lavoratori della casa della salute di Beinasco-Borgaretto, dal momento che in questa Casa i medici non si sono ancora costituiti in soggetto giuridico per contrattualizzare i lavoratori - conclude Monica Canalis - Il risultato è che 7 lavoratori sono ancora gestiti dalla cooperativa Coesa e non dai medici e 2 hanno lasciato il contratto a tempo indeterminato per essere assunti da un’agenzia di lavoro interinale con un contratto peggiorativo. Ci saremmo aspettati che l’Asl facesse di più per subentrare nei contratti di questi lavoratori. Insomma: bene la conferenza stampa a favore di telecamera, ma la politica si fa con gli atti e gli atti mancano. Ad oggi, come temevamo, ci sono 4 case della salute trasformate in Aft».

Di tutt'altro avviso Roberto Ravello, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: «Ancora una volta c’è chi, come il Pd, ha scelto la strada del catastrofismo, descrivendo ai cittadini una sanità regionale allo sbando, guidata da improvvisazione e incompetenza. Noi respingiamo al mittente questa narrazione costruita a tavolino, utile solo a generare paura e sfiducia. La realtà è diversa e oggi ne abbiamo avuto ulteriore riprova: le Case della Salute di Borgaretto-Beinasco, Cumiana, Vigone e Pianezza restano operative e continuano a rappresentare un presidio fondamentale per il territorio». «Mentre qualcuno – aggiunge il vice-capogruppo di FdI - cercava visibilità con dichiarazioni allarmistiche, istituzioni, Asl To3, amministratori locali e professionisti sanitari lavoravano concretamente per garantire continuità ai servizi. Accogliamo quindi con soddisfazione la soluzione individuata e plaudiamo al lavoro dell’Assessore Riboldi, che ha consentito di salvaguardare strutture, servizi e occupazione. Non solo: si apre ora un percorso di evoluzione verso modelli ancora più efficienti e capillari, capaci di avvicinare diagnosi e cure ai cittadini».

«La politica seria – conclude Ravello - si misura sui risultati, non sui titoli dei giornali. Noi rivendichiamo il lavoro svolto e continueremo a difendere una sanità territoriale concreta, accessibile e vicina alle Comunità. Ogni giorno compiamo un passo verso il ritorno all’eccellenza della sanità piemontese».