TORINO SUD - Venerdì 27 febbraio i lavoratori e lavoratrici del Gruppo Arriva incroceranno le braccia per quattro ore. Dalle ore 16 alle 20 il personale viaggiante si fermerà, a seguito dello sciopero proclamato dalle Federazioni dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Faisa Cisal. Lo stop per il personale tecnico e amministrativo riguarderà le ultime 4 ore del proprio turno di lavoro.
«La disdetta unilatelerale degli accordi di secondo livello – spiegano in un comunicato le maestranze sindacali – costituisce un atto di particolare gravità, in quanto altera in maniera sostanziale l’equilibrio contrattuale costruito nel tempo attraverso il confronto e la contrattazione sindacale. Le segreterie sindacali e la Rsu hanno sin dall’inizio richiesto il ritiro della disdetta, al fine di riaprire un tavolo di trattativa effettivo e costruttivo. E stato ricercato il confronto in ogni sede competente, inclusa quella prefettizia. Nonostante tali iniziative, non è pervenuto alcun riscontro concreto di disponibilità da parte aziendale. Al contrario, sono stati adottati provvedimenti che incidono direttamente sulle condizioni economiche e organizzative del personale, tra cui: il blocco della possibilità di effettuare cambi turno; la revoca del riconoscimento del ticket a decorrere dal mese di gennaio; il mancato riconoscimento del Premio di Risultato; la riduzione degli spazi di flessibilità organizzativa. Tali decisioni producono effetti immediati sul salario e sulla qualità della vita lavorativa, in assenze di adeguata motivazione e senza l’avvio di un preventivo confronto sindacale».
«È stato più volte ribadito che il dialogo rappresenta lo strumento fondamentale per una corretta gestione delle relazioni industriali. Tuttavia, il dialogo presuppone il rispetto degli accordi sottoscritti e una concreta volontà di confronto nel merito delle questioni. In mancanza di tali condizioni, le Organizzazioni Sindacali si vedono costrette ad attivare lo procedure previste dalla normativa vigente e a proclamare 4 ore di sciopero - concludono i sindacati - Lo sciopero non rappresenta mai una scelta leggera. È uno strumento di tutela collettiva quando vengono messi in discussione salario, diritti e accordi regolarmente sottoscritti. La forza della mobilitazione dipende dalla partecipazione responsabile e consapevole di tutte e tutti. Solo attraverso unità e coesione sarà possibile tutelare quanto conquistato e ristabilire un confronto autentico».

