Dopo cinque anni è ripartita la progettazione della tratta italiana della Tav Torino-Lione. Il commissario straordinario di governo, Calogero Mauceri, ha firmato l'ordinanza che autorizza Rfi a sviluppare il progetto definitivo della linea Avigliana-Orbassano. Lavori che riguardano anche i relativi interventi di adeguamento dello scalo di Orbassano. Viaggio inaugurale previsto nel 2031.

Il commissario ha garantito che la progettazione definitiva si atterrà scrupolosamente alle prescrizioni rese al progetto preliminare dalle amministrazioni e dovrà necessariamente adottare misure progettuali mitigative, volte al contenimento dell'impatto ambientale e territoriale, ridurre al minimo necessario la dimensione dei cantieri, utilizzare protocolli di sostenibilità, ottimizzare il tracciato tenendo conto di quanto emerso nelle fasi di confronto con il territorio attivate con i Comuni ed Enti. Per Mauceri "è necessario che venga valorizzata l'integrazione dell'opera col territorio". 

Il presidente della Regione Piemonte e l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture hanno accolto con soddisfazione l’ordinanza con la quale il commissario straordinario di Governo per la tratta italiana della Torino-Lione, Antonio Mauceri, autorizza RFI a sviluppare il progetto definitivo della nuova linea Avigliana-Orbassano e degli interventi di adeguamento dello scalo di Orbassano. Secondo presidente e assessore il commissario Mauceri con questo atto indica la strada lungo la quale tutti gli attori devono ora lavorare per raggiungere l’obiettivo di una rapida realizzazione della tratta italiana del collegamento.

L’assessore ai Trasporti ricorda che quando qualcuno aveva fatto circolare l'ipotesi di un dibattito pubblico di approfondimento la Regione aveva ribadito con forza che la scelta della Tav era già stata fatta ed è stata confermata da tutti i Governi, mentre l’assessore alla Semplificazione fa presente che l'inserimento dell'Interporto Sito di Orbassano nella Zona logistica semplificata e la conferma del suo ruolo sulla linea sono la riprova della volontà politica di fare dello snodo logistico del capoluogo uno dei centri su cui si costruirà il Piemonte di domani.

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