ORBASSANO - Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta annuncia che presenterà le proprie osservazioni al Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il nuovo progetto definitivo della tratta nazionale della Tav che unirà Avigliana ad Orbassano.
«Ci riserviamo di studiare approfonditamente i documenti, ma la prima valutazione non può che essere negativa – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta - L’idea di traforare la collina morenica di Rivoli ci sembra estremamente impattante, a maggior ragione dove una linea ferroviaria esiste già ed è idonea a svolgere le funzioni di trasporto merci e passeggeri presenti e future, anche grazie agli interventi di potenziamento che Rfi sta già attuando. Qui non si tratta di ragionare su "SiTav" o "NoTav", ma su come evitare danni incalcolabili e irreversibili su un territorio fragile e prezioso, come quello della collina morenica e delle aree agricole tra Avigliana, Rivoli e Rivalta, sui suoi abitanti e sulle sue attività economiche e produttive. Anni di cantieri, oltre un milione di metri quadri di suolo consumato, risorse idropotabili messe a rischio, viabilità locale devastata, nonché la vicinanza dei cantieri ai due grandi ospedali di Rivoli e San Luigi di Orbassano rappresentano, indiscutibilmente, un nodo da trattare con metodo scientifico e, soprattutto, coinvolgendo tutte le comunità locali interessate che, ad oggi, non sono state interpellate».
«Accogliamo con favore l’approccio adottato dall’Unione Montana Valle Susa e dai comuni di Avigliana, Caselette, Rivoli e Sant’Ambrogio di Torino, di affidare l’analisi del progetto alla Commissione Tecnica Torino-Lione, costituita da esperti noti, preparati e stimati, che da decenni studiano con rigore queste tematiche - concludono da Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - La posizione di Legambiente nazionale sul progetto Torino-Lione è nota e chiara da tempo: la linea Alta Velocità Torino-Lyon è fuori tempo massimo. Torneremo a ribadirla in tutte le sedi e a tutti i soggetti decisori».

