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CARIGNANO - Con il decreto Milleproroghe diventato ufficialmente legge, si allunga i tempi per la realizzazione di alcune opere importanti come i ponti di Castiglione, Preti a Strambinello, in Canavese, e Carignano. Lo slittamento delle scadenze ha però scatenato una vivace polemica politica.

Ad innescarla sono state le parole dell'onorevole, Augusta Montaruli: «Con il milleproroghe il Governo ascolta la richiesta dei comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città Metropolitana dando un ulteriore anno di tempo per le adempienze necessarie del decreto ponti. Più tempo quindi per un serio intervento a favore di Castiglione, Preti e Carignano, tempo prezioso che non può essere sprecato. Nelle scorse settimane avevamo ascoltato l’appello delle amministrazioni facendoci portatori con il sottosegretario Iannone della loro istanza. Ancora una volta Fratelli d’Italia risponde alle esigenze dei territori, togliendo a Città Metropolitana ogni alibi e smontando ogni polemica intentata». «È necessario attivare uno stretto monitoraggio su tempi e fasi di progettazione, parliamo di opere che i territori attendono da decenni e con il sostegno che il Governo sta garantendo da Roma il tempo dei ritardi e dello scaricabile è terminato» aggiunge il consigliere in Città Metropolitana Davide D’Agostino.

Pronta la risposta del vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici Jacopo Suppo che reagisce al comunicato diffuso dalla vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: «Le parole dell’onorevole Augusta Montaruli ci lasciano allibiti. Dal marzo dell’anno scorso la Città metropolitana di Torino ha pronti i progetti per dare il via ai lavori previsti dal Decreto Ponti. Il Governo a suo tempo ha preso tempo e ha chiesto un supplemento di documentazione, che è stata inviata nei tempi richiesti. Nel frattempo esponenti della maggioranza governativa ci accusano di inadempienza: un bel modo di iniziare il 2026: non c’è che dire!». «Siamo costretti a ripetere per l’ennesima volta che la Città metropolitana di Torino ha definito e trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la manifestazione di interesse alla proroga dei termini di accesso ai finanziamenti assegnati con il Decreto Ponti del 2018, che riguarda un investimento complessivo di 61,1 milioni di euro per finanziare le opere. - precisa il vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici - Siamo stati nei tempi e abbiamo impegnato 700.000 euro di risorse proprie per la progettazione. La manifestazione di interesse è stata successivamente integrata con due note, il 18 aprile e l’8 maggio, che hanno portato il totale delle risorse richieste a 68 milioni. Per questo le affermazioni dell’onorevole Montaruli su presunti ritardi da parte del nostri Ente sono fuori luogo. Il 28 luglio scorso a Bardonecchia, in occasione dell’apertura al traffico della seconda canna del traforo autostradale del Frejus, ho consegnato personalmente al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, il dossier e la documentazione a sostegno della richiesta di fondi per le opere in questione. A Salvini abbiamo chiesto se era applicabile a queste opere quanto previsto un Decreto ‘omnibus’, ovvero la possibilità per le Province e le Città metropolitane di avviare le procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento dei contratti. Da parte sua, l’Anci ha richiesto una proroga di 18 mesi dei tempi previsti dal Decreto Ponti. Giusto per precisare: il Decreto Milleproroghe, di cui parla l’onorevole Montaruli, concede una proroga di 6 mesi e non di un anno, come sostiene l’esponente di Fratelli d’Italia».

«La Città metropolitana di Torino, - conclude Suppo – ha fatto tutto il possibile per venire incontro alle esigenze concrete del territorio e lo ha fatto prendendo atto di promesse e parole da parte del Governo e della maggioranza che lo sostiene. Siamo ancora in attesa della certezza delle risorse. Capiamo la complessità del tema, ma riteniamo che il territorio meriti finalmente una parola certa sulla questione e non dichiarazioni polemiche contro gli amministratori locali».